L’Italia è in stallo. Stiamo vivendo una situazione che ricorda il
ritornello di una vecchia canzone che diceva: ”finché la barca va, lasciala
andare”. Continuando così, però, la
barca si spezzerà e affonderà.
Le
ideologie politiche, che hanno caratterizzato il secolo scorso e l’inizio di
questo, sono superate e non più rispondenti alla realtà di oggi, che è
totalmente diversa e in continua e rapida evoluzione.
La pressante esigenza di
acquisire visibilità e potere da parte
delle varie fazioni politiche spinge i
partiti allo smembramento, alla formazione di
superficiali e provvisorie
alleanze, concentrate alla
propria conservazione.
I partiti, non confrontandosi concretamente,
ma cercando di sovrastarsi gli uni con gli altri, sono incapaci di trovare soluzioni concrete
ai problemi della vita odierna.
L’incapacità di dialogo che si è
evidenziata in Parlamento è grave e dimostra un’irresponsabilità da parte di
tutti. Gli argomenti prioritari su cui
lavorare ci sono, ma c’è chi si considera più puro, chi più bravo, chi perseguitato,
chi vuole emergere. Così non si va da nessuna parte. In questo modo si
perde l’obiettivo di risolvere i
problemi ormai impellenti dell’Italia: primo fra tutti, la crisi economica. Ecco
che s’innesca un corto circuito!
Per
andare oltre lo stallo si deve partire dal
confronto su argomenti, che
definirei, esistenziali. Bisogna superare le divisioni e cercare ciò che è
essenziale per la sopravvivenza della nostra
Nazione. L’attuale dialogo tra Renzi e Berlusconi è un inizio, un’apertura importante, se soprattutto
alle parole seguiranno dei fatti. La rappresentazione democratica dell’Italia è
a tre blocchi e quindi sarebbe opportuno che anche il M5Stelle si aprisse a
questo ruolo politico, per il bene del Paese.
Il
nodo cruciale, esistenziale, per l’Italia non è - secondo me in questo momento -
la legge elettorale, ma continua ad essere l’economia.
La radice del prolungamento della crisi
economica sta nell’incremento della spesa pubblica corrente che non porta un
miglioramento del benessere dei cittadini, bensì il contrario, in quanto è
sempre sostenuto da un’ intensificazione e inasprimento della tassazione e
dell’imposizione fiscale con una burocrazia esasperante. Abbiamo meno soldi in
tasca da spendere e quindi le attività produttive e commerciali tendono a
fallire, questo comportando un aumento della disoccupazione e della povertà
generale. La spesa corrente non è un moltiplicatore dello sviluppo e quindi
dell’occupazione.
Il primo obiettivo ripeto, deve
essere l’economia,
quella reale, delle aziende che producono
e vendono
-soprattutto - in Italia e poi anche all’ estero. Sono necessari degli
interventi immediati. A livello locale,
tutto ciò si deve concretizzare nella corretta gestione dell’amministrazione
comunale.
Cosa
bisogna fare per indurre un’inversione di marcia?
Meno
tasse, più aziende che riescono a dare lavoro, più soldi ai cittadini che
lavorano, più consumi, più crescita economica, meno povertà, più benessere per
tutti. Da parte della gestione dello Stato, contenimento e ridistribuzione
della spesa pubblica, meno spesa corrente,
meno debito pubblico: ecco
l’inversione di marcia! E’ possibile
così iniziare un percorso che interrompa il circolo vizioso che impedisce di
fatto la ripresa.
La
spinta verso questo obiettivo se non viene compresa da chi ci governa, deve
partire da noi, dalla base, dai cittadini.
Si
deve ricostruire un tessuto politico e civico. “ALT ALLE TASSE E ALLE IMPOSTE”
è una RISPOSTA CONCRETA AL PROBLEMA. Ecco perché questo ALT riguarda tutti,
trasversalmente, indipendentemente dalle ideologie politiche.
La
politica è costruzione e non distruzione, come di fatto è avvenuto e sta
accadendo. In periodi di crisi, di transizione come questi, il cambiamento verso qualcosa di diverso richiede alle persone “capaci” e di “buona
volontà” uno sforzo notevole per ricostruire e la partecipazione di tutti i
cittadini. Ecco perché è IMPORTANTE CONDIVIDERE QUESTA INIZIATIVA.
Il
risultato del processo virtuoso che
vogliamo e bisogna indurre è garantire un futuro ai nostri figli in Italia!

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