mercoledì 22 gennaio 2014

PER SUPERARE LO STALLO LA SOLUZIONE C’E’

L’Italia è in stallo.  Stiamo vivendo una situazione che ricorda il ritornello di una vecchia canzone che diceva: ”finché la barca va, lasciala andare”.  Continuando così, però, la barca si spezzerà e  affonderà.
Le ideologie politiche, che hanno caratterizzato il secolo scorso e l’inizio di questo, sono superate e non più rispondenti alla realtà di oggi, che è totalmente diversa e in continua e rapida evoluzione.

La pressante esigenza  di acquisire  visibilità e potere da parte delle varie  fazioni politiche spinge i partiti allo smembramento, alla formazione di  superficiali   e    provvisorie   alleanze, concentrate alla propria conservazione.  


I partiti, non confrontandosi concretamente, ma cercando di sovrastarsi gli uni con gli altri,  sono incapaci di trovare soluzioni concrete ai problemi della vita odierna.
L’incapacità di dialogo che si è evidenziata in Parlamento è grave e dimostra un’irresponsabilità da parte di tutti. Gli argomenti  prioritari su cui lavorare ci sono, ma c’è chi si considera più puro, chi più bravo, chi perseguitato, chi vuole emergere. Così non si va da nessuna parte.  In questo modo si perde  l’obiettivo di risolvere i problemi ormai impellenti dell’Italia: primo fra tutti, la crisi economica. Ecco che s’innesca un corto circuito!
Per andare oltre lo stallo si deve partire dal confronto su argomenti, che definirei, esistenziali. Bisogna superare le divisioni e cercare ciò che è essenziale per la sopravvivenza della nostra Nazione.  L’attuale dialogo tra Renzi e Berlusconi  è un inizio, un’apertura importante, se soprattutto alle parole seguiranno dei fatti. La rappresentazione democratica dell’Italia è a tre blocchi e quindi sarebbe opportuno che anche il M5Stelle si aprisse a questo ruolo politico, per il bene del Paese.
Il nodo cruciale, esistenziale, per l’Italia non è - secondo me in questo momento - la legge elettorale, ma continua ad essere l’economia.
La radice del prolungamento della crisi economica sta nell’incremento della spesa pubblica corrente che non porta un miglioramento del benessere dei cittadini, bensì il contrario, in quanto è sempre sostenuto da un’ intensificazione e inasprimento della tassazione e dell’imposizione fiscale con una burocrazia esasperante. Abbiamo meno soldi in tasca da spendere e quindi le attività produttive e commerciali tendono a fallire, questo comportando un aumento della disoccupazione e della povertà generale. La spesa corrente non è un moltiplicatore dello sviluppo e quindi dell’occupazione.

Il  primo obiettivo ripeto, deve essere l’economia, quella reale, delle aziende che producono  e  vendono  -soprattutto - in Italia e poi anche all’ estero. Sono necessari degli interventi immediati. A livello  locale, tutto ciò si deve concretizzare nella corretta gestione dell’amministrazione comunale.
Cosa bisogna fare  per indurre un’inversione di marcia?
Meno tasse, più aziende che riescono a dare lavoro, più soldi ai cittadini che lavorano, più consumi, più crescita economica, meno povertà, più benessere per tutti. Da parte della gestione dello Stato, contenimento e ridistribuzione della spesa pubblica, meno spesa corrente, meno debito pubblico:  ecco l’inversione di marcia! E’  possibile così iniziare un percorso che interrompa il circolo vizioso che impedisce di fatto la ripresa.
La spinta verso questo obiettivo se non viene compresa da chi ci governa, deve partire da noi, dalla base, dai cittadini.
Si deve ricostruire un tessuto politico e civico. “ALT ALLE TASSE E ALLE IMPOSTE” è una RISPOSTA CONCRETA AL PROBLEMA. Ecco perché questo ALT riguarda tutti, trasversalmente, indipendentemente dalle ideologie politiche.
La politica è costruzione e non distruzione, come di fatto è avvenuto e sta accadendo. In periodi di crisi, di transizione come questi,  il cambiamento verso qualcosa di diverso  richiede alle persone “capaci” e di “buona volontà” uno sforzo notevole per ricostruire e la partecipazione di tutti i cittadini. Ecco perché è IMPORTANTE CONDIVIDERE QUESTA INIZIATIVA.

Il risultato del  processo virtuoso che vogliamo e bisogna indurre è garantire un futuro ai nostri figli in Italia!

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