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| Alberto De Braud- "Together" |
Ai tempi dei nostri padri e nonni
si credeva di lottare e costruire in politica per un ideale, per la
realizzazione di un bene comune. Pian piano la politica è scaduta nel business,
ridiventando il mezzo per accontentare e garantire i piccoli e grandi bisogni
di pochi o di “gruppi di voto”, che usano il potere di tutti per il beneficio
di pochi. Ecco la nascita degli sprechi che si allargano a macchia d’olio, dei
costi della politica ormai insopportabili, delle diseguaglianze, dello stato
oligarchico.
E’ il momento giusto per
svoltare, per dare una sferzata e nuova dignità, in maniera civile e pacifica, a
ciò che influisce inesorabilmente sulla nostra vita e su quella delle
generazioni future.
Mai come oggi è evidente che lo
statalismo sia degenerato ad un livello tale che la burocrazia è all’eccesso, il debito pubblico è sempre più insostenibile,
gli stati a rischio di rovina economica e finanziaria con tasse ed imposte che
vessano i cittadini; in sintesi la maggioranza delle persone sono dirette verso
l’impoverimento crescente.
L’unica vera soluzione a questo
preannunciato disastro è che la funzione dello Stato e la sua influenza sulla
vita dei cittadini siano obbligatoriamente ridimensionate. Lo Stato deve
occuparsi di grandi argomenti, delle macro opere (es. viabilità, sanità, istruzione
e altro ancora), deve tutelare i cittadini più deboli e in difficoltà, tutto il
resto deve essere in mano alla società civile, alla libera intraprendenza e
quindi alla creazione di posti di lavoro, con nuove regole indirizzate verso il
bene di tutti e che rispondano alle distorsioni pericolose dei mercati attuali.
Oggi l’Italia assomiglia ad una
barca con tanti rematori, che remano in maniera e in direzioni diverse e stanno
fermi là nello stesso punto, in balia delle onde, imbarcando acqua fino a che
una di queste non li farà affondare.
Tutti i cittadini devono prendere
coscienza che non è possibile non interessarsi alla politica: basta con la
scusa che la politica è sporca! La politica si inquina, perché le persone lo permettono;
perché ormai la logica della politica e
dei partiti - come purtroppo in altre realtà - non premia il confrontarsi
costruttivamente, la competenza, la capacità, il merito, la coerenza verso gli
obiettivi, al contrario demonizza l’avversario e ricompensa il peso delle
tessere, dei voti dei gruppi di potere e delle loro esigenze. Abbiamo sotto gli
occhi i figli di politici che a malapena sanno parlare, senza cultura e
competenza, che raggiungono cariche importanti a discapito di chi può essere
veramente utile per la società civile.
Per scardinare questo sistema “malato”
bisogna costruire nuove realtà politiche, locali e quindi nazionali, partendo
dal basso e dalle esigenze di ogni giorno. C’è la necessità del coinvolgimento
di tutti i cittadini nella realtà politica, mettendo a disposizione anche una
sola ora del proprio tempo, della propria competenza, della propria idealità. Lavorare
per costruire per il giusto, per il buono e per il bello, per creare qualcosa
di nuovo che risponda alle necessità odierne. Solo così, persistendo nel tempo,
si potranno allontanare e pian piano neutralizzare quelle logiche che hanno
impoverito la nostra società e il nostro bel paese.

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