lunedì 7 novembre 2011

“Il coraggio di partecipare e di creare”







Alberto De Braud- "Together"
Mai come oggi è attuale chiedersi cosa si voglia dalla politica. Mai come oggi, è evidente che le vecchie ideologie sono state superate. Mai come oggi è necessario guardare alla politica con occhi più semplici e puri.

Ai tempi dei nostri padri e nonni si credeva di lottare e costruire in politica per un ideale, per la realizzazione di un bene comune. Pian piano la politica è scaduta nel business, ridiventando il mezzo per accontentare e garantire i piccoli e grandi bisogni di pochi o di “gruppi di voto”, che usano il potere di tutti per il beneficio di pochi. Ecco la nascita degli sprechi che si allargano a macchia d’olio, dei costi della politica ormai insopportabili, delle diseguaglianze, dello stato oligarchico.

E’ il momento giusto per svoltare, per dare una sferzata e nuova dignità, in maniera civile e pacifica, a ciò che influisce inesorabilmente sulla nostra vita e su quella delle generazioni future.

Mai come oggi è evidente che lo statalismo sia degenerato ad un livello tale che la burocrazia è all’eccesso,  il debito pubblico è sempre più insostenibile, gli stati a rischio di rovina economica e finanziaria con tasse ed imposte che vessano i cittadini; in sintesi la maggioranza delle persone sono dirette verso l’impoverimento crescente.

L’unica vera soluzione a questo preannunciato disastro è che la funzione dello Stato e la sua influenza sulla vita dei cittadini siano obbligatoriamente ridimensionate. Lo Stato deve occuparsi di grandi argomenti, delle macro opere (es. viabilità, sanità, istruzione e altro ancora), deve tutelare i cittadini più deboli e in difficoltà, tutto il resto deve essere in mano alla società civile, alla libera intraprendenza e quindi alla creazione di posti di lavoro, con nuove regole indirizzate verso il bene di tutti e che rispondano alle distorsioni pericolose dei mercati attuali.

Oggi l’Italia assomiglia ad una barca con tanti rematori, che remano in maniera e in direzioni diverse e stanno fermi là nello stesso punto, in balia delle onde, imbarcando acqua fino a che una di queste non li farà affondare.

Tutti i cittadini devono prendere coscienza che non è possibile non interessarsi alla politica: basta con la scusa che la politica è sporca! La politica si inquina, perché le persone lo permettono; perché ormai la  logica della politica e dei partiti - come purtroppo in altre realtà - non premia il confrontarsi costruttivamente, la competenza, la capacità, il merito, la coerenza verso gli obiettivi, al contrario demonizza l’avversario e ricompensa il peso delle tessere, dei voti dei gruppi di potere e delle loro esigenze. Abbiamo sotto gli occhi i figli di politici che a malapena sanno parlare, senza cultura e competenza, che raggiungono cariche importanti a discapito di chi può essere veramente utile per la società civile.

Per scardinare questo sistema “malato” bisogna costruire nuove realtà politiche, locali e quindi nazionali, partendo dal basso e dalle esigenze di ogni giorno. C’è la necessità del coinvolgimento di tutti i cittadini nella realtà politica, mettendo a disposizione anche una sola ora del proprio tempo, della propria competenza, della propria idealità. Lavorare per costruire per il giusto, per il buono e per il bello, per creare qualcosa di nuovo che risponda alle necessità odierne. Solo così, persistendo nel tempo, si potranno allontanare e pian piano neutralizzare quelle logiche che hanno impoverito la nostra società e il nostro bel paese.

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