Marcello Foa, nel suo blog, oggi scrive: "Berlusconi esce di scena e con ogni probabilità non sarà un arrivederci ma un addio. Tutt’altro che glorioso. Il Cav non è uomo da “mea culpa” e può vantare molte attenuanti: ha governato in momenti difficili (post 11 settembre, crisi finanziaria) ....,però il Cav non è esente da colpe.
L’errore piùevidente è stato quello di aver rinunciato quasi subito a cambiare inprofondità l’Italia, ad interpretare quella voglia di cambiamento che nel ’93aveva spinto milioni di ...
italiani a dargli credito, nella speranza che un uomonuovo, un rappresentante della Società Civile, molto ricco e dunque noncorrompibile, potesse governare sopra e meglio i soliti politici. QuelBerlusconi invece si è lasciato inghiottire dalle logiche di Palazzo, che lo hanno logorato a tal punto da incrinarne la popolarità.
italiani a dargli credito, nella speranza che un uomonuovo, un rappresentante della Società Civile, molto ricco e dunque noncorrompibile, potesse governare sopra e meglio i soliti politici. QuelBerlusconi invece si è lasciato inghiottire dalle logiche di Palazzo, che lo hanno logorato a tal punto da incrinarne la popolarità.
Il secondo sbaglio è stato quello di non aver saputo porre un freno alle pulsioni dellapropria vita privata. Sia chiaro: ognuno è libero di comportarsi come credenell’intimità, ma quando guidi un governo… Devi darti una regolata, deviproteggerti, devi evitare incontri imbarazzanti.
E invece Berlusconi è andato avanti nella persuasione che nulla avrebbe potuto fermarlo,come è accaduto tante volte nella sua lunga e straordinaria carriera.…
Peccato che non abbia colto l’attimo. Passerà alla storia comunque, perchè la storia a modosuo l’ha fatta, ma non come l’artefice delle riforme che hanno cambiato edavvero modernizzato l’Italia. Questa la sua missione, questo il suo errore piùgrande. Peccato davvero.”
Non si può rimanere indifferenti di fronte ad una crisi del genere e davanti all’ infrangersi di “un sogno” in cui molti Italiani hanno creduto e sperato che, almeno in parte, si realizzasse e desse un via verso uno Stato più moderno e agile, che riversasse più risorse verso l' economia per dare un futuro più sereno all’Italia. Ciò non è avvenuto.
E’ una sconfitta di Berlusconi, ma non solo: di tutta la maggioranza divisa e anche della minoranza che non ha saputo proporre un’alternativa valida e comportarsi responsabilmente nel corso di questi anni. E’stata una guerra al massacro che ci ha portato sull’orlo del baratro e alla distruzione della fiducia dei cittadini nella politica.
Sorge inquieto il pensiero che qualcuno possa strumentalizzare questa situazione per utilizzare mezzi meno democratici. Spero proprio di no.
Per me, vuole dire che QUESTA CLASSE POLITICA HA FALLITO: deve riconoscerlo e andare tutta a casa. E’ ora di cambiare davvero. Ci vuole gente nuova, persone che con serietà e umiltà si mettano al servizio della nostra bella Italia. Creiamo comitati, gruppi di opinione, insomma ribelliamoci pacificamente, proponendo noi cosa vogliamo, per “avviare” un processo di snellimento. Basta con richiedere sacrifici ai "soliti noti".

Ben detto Sig.ra Faenza. Leggo per la prima volta e con stupore che finalmente qualcuno, che ha operato nell'attuale amministrazione di centro destra con cariche istituzionali di rilievo (assessore pubblica istruzione,cultura, giovani,..), faccia una così seria analisi di quanto sta succedendo. Onore a Lei. Spero che la voglia, la coerenza e la passione che emergono dalla sua disamina possano rappresentare un vero segno di cambiamento che contagi la maggior quantità possibile di cittadini, dai delusi agli arrabbiati, dai disfattisti agli impegnati. E che le stesse possano servire per per ricostruire il nostro centro destra nazionale e mi permetta, ancor più importante, quello locale, visto la pochezza che rappresentano. La politica ritorni alla base. Continui così. Grazie.
RispondiEliminaLa ringrazio. Spero anch'io che la politica torni alla base. Passione, dedizione, intraprendenza, buonsenso, lungimiranza, tante qualità che ciascuno di noi ha in maniera originale ed unica. Pensi che se ognuno di noi donasse quel pezzettino di sé "originale" alla cosa pubblica, come sarebbe diversa la politica!
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