venerdì 25 gennaio 2013

27 gennaio: giorno della Shoah


27 gennaio: giorno del ricordo della Shoah, di quel genocidio che ha segnato una delle pagine più terribili della nostra storia, è un’ occasione di riflessione.
Sfogliando diversi siti, attraverso le immagini e le testimonianze si può rievocarne la crudeltà e la follia. In uno di questi, ho trovato questa spiegazione del termine:”azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso”.
Quanti esempi e recrudescenze possiamo riscontrare anche ai nostri giorni, che non riguardano solamente il popolo ebraico, ma cristiani, copti, minoranze africane, asiatiche..per non dimenticare i tibetani.
Il fanatismo e con lui il senso della distruzione sono sempre in agguato.
Come contrastare tutto questo? Con l’amore e la difesa della persona, della libertà e della democrazia. Non smettiamo di credere in questi valori e  facciamo leva sulla positività dell’uomo. 

1 commento:

  1. Vorrei aggiungere un ricordo tratto dal giornale della mia città, Trieste:"Due bimbe( 4 e 6 anni) nate da madre ebrea, la loro nonna, una zia e un cuginetto furono prelevate nella loro casa di Fiume nella primavera del 1944 e portate a Trieste nella Risiera (ex fabbrica di riso trasformata in lager e forno crematorio: l'unico esistente in Italia). Pochi giorni dopo ripartirono per la loro ultima destinazione, Birkenau, vicino ad Auschwitz. Quando scesero dal treno furono subito divise in due file: mamme e bambini da una parte, la nonna che non rividero più dall'altra. Furono spogliate, tagliarono loro i capelli e marchiate a fuoco, poi separarono le mamme dai bambini. La madre delle bimbe quando riusciva a vederle, ripeteva sempre la stessa frase:" ricordate sempre bambine i vostri nomi"! La seconda epurazione fu la più crudele, perchè furono messi in fila i bambini e disero loro che chi voleva rivedere la mamma doveva fare un passo avanti. Le bimbe, preavvertite da un custode, restarono ferme, il cuginetto invece, seppur avvertito fece il passo avanti. Fu portato ad Amburgo con altri 19 bambini e utilizzato come cavia per esperimenti. Non lo rividero mai più. Fu solo dopo molto tempo e peregrinazioni che le bimbe riuscirono a riabbracciare la mamma e la zia." Oggi, le due bimbe, settantenni, portano il loro racconto in giro per il mondo, perchè possa rimanese sempre vivo il ricordo di quei terribili fatti. Aggiungo che l'obiettivo di ognuno di noi deve essere quello di vigilare e di non restare indifferenti agli eccidi che si compiono nel mondo. Grazie A. Ravasini

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