Bisogna un po’ sfatare il mito
della gestione dei voti da parte dei politici.
La mia posizione è che i
cittadini non devono essere trattati come dei “pacchi postali”. L’affermare di “poter
dirigere i voti e le persone” mi sembra una
strumentalizzazione ai fini del mercato delle poltrone. Gli elettori sono in grado di scegliere
liberamente quale sia il voto migliore da dare. Si può comunicare il proprio pensiero e posizione, ma l’elettorato agirà liberamente,
in base alla propria coscienza, magari
secondo i principi per cui ti ha votato.

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