Mi è stato riportato che ieri in consiglio comunale è stato riconfermato all'unanimità l'impegno di difendere la DE.CO. Vi ripropongo un articolo da me scritto e inviato al nostro settimanale per chiarire alcuni aspetti dopo diversi interventi su questo argomento.
A
seguito dei numerosi interventi sulla questione DE.CO., mi sembra opportuno
esprimere dei necessari chiarimenti, ormai da libera cittadina, che però ha
seguito da vicino la nascita della DE.CO. di Gorgonzola.
Il Consorzio deve e fa bene a tutelare il
proprio marchio e relativo prodotto, soprattutto quando si tratta di “frode”.
Non è questo però il caso di Gorgonzola. Non è questo il caso della DE.CO. di
Gorgonzola. Non è questo il caso dello stracchino di Gorgonzola.
Prima
di tutto, perché stiamo parlando di due prodotti diversi ( come ha detto
giustamente nel suo articolo Bruno Giussani). Che cosa definisce giuridicamente
due prodotti diversi? Proprio i disciplinari di produzione e il disciplinare di
produzione dello stracchino di Gorgonzola è differente da quello del famoso
gorgonzola.
In
secondo luogo per quanto riguarda il nome, proprio l’articolo 13 del
Regolamento CE 510/2006 cui il consorzio
fa riferimento, nel comma 1 lettera d, autorizza a usare il nome generico (come
ad esempio stracchino, formaggio). Lo stracchino, termine generico, indica un
“formaggio di breve e media stagionatura” ed è ciò che è lo stracchino di
Gorgonzola.
Per
quanto riguarda il “di Gorgonzola” vuol dire “della città di Gorgonzola”. Dichiarare
la “vera origine” dei prodotti, cioè l’origine geografica, come ribadisce
sempre il sopracitato articolo, comma1, lettera d, è un obbligo di legge. Con
la denominazione comunale diventa due volte necessario, perché la DE.CO. è un
marchio collettivo di prodotti artigianali collegato al solo territorio
comunale.
La
DE.CO. è un marchio di qualità registrato presso la Camera di Commercio e
quindi non è soltanto folklore.
E’
ovvio che tutti i produttori alimentari devono attenersi alle norme igienico
sanitarie, su cui non supervisiona il comune di Gorgonzola e tanto meno il
Consorzio, bensì l’organismo preposto che è l’ASL.
Tutto
il contenzioso è nato non per colpa dell’amministrazione comunale, ma di
giornalisti, non professionisti dell’enogastronomia, che hanno usato
impropriamente i termini con libere interpretazioni, e creato così confusione.
Da parte dell’Amministrazione comunale di Gorgonzola c’è stato rispetto e
considerazione verso il Consorzio e il prodotto gorgonzola; tanto che la famosa
Sagra del Gorgonzola, che promuove il gorgonzola Dop in tutte le sue versioni
da molti anni, nei due del mio assessorato è incrementata notevolmente fino a
raggiungere nel settembre del 2009 quasi 45000 visitatori in soli due giorni,
questo grazie alla sinergia tra l’attiva Proloco, l’Amministrazione comunale e
lo stesso Consorzio e alla comune volontà di promuovere un prodotto a noi così
caro.
Non
è un caso che lo stracchino di Gorgonzola abbia avuto un suo diverso percorso
pubblicitario e cioè nella Fiera di Santa Caterina, che è una fiera agricola,
antica di oltre duecento anni.
In
conclusione, nel rispetto delle leggi e della libera concorrenza dei mercati, i
due prodotti possono convivere e credo che come ha suggerito il “saggio”
giudice sia opportuno porre fine al contenzioso, e non sprecare energie e
risorse preziose. La dignità, la storia, il futuro e lo sviluppo di Gorgonzola
non hanno prezzo.
Qui
subentra la politica, quella autentica, quella basata su buonsenso,
lungimiranza e capacità imprenditoriale. Auspico una chiara congiunta
comunicazione, dove si spieghi che il gorgonzola e lo stracchino di Gorgonzola sono
due prodotti diversi e non certo antagonisti. Auspico una fattiva
collaborazione tra Consorzio del gorgonzola di Novara e la città di Gorgonzola
attraverso un’opera comune, la creazione di un Museo del latte e formaggio, di
cui la nostra città vanta già una biblioteca unica in Italia, una consistente collezione
Castelli e dove il gorgonzola è il protagonista indiscusso. Gorgonzola e Novara
sono i punti di congiunzione nella
strada del latte e formaggio della nostra area e possono dare un
importante esempio di condivisione culturale e manageriale in vista di
quell’importante evento che sarà l’EXPO 2015.