mercoledì 30 novembre 2011



"Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero e dunque non può cambiare se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare." 
(Albert Einstein)





1 commento:

  1. gentile Signora, il nostro modo di pensare è cambiato coi tempi, come doveva essere. In meglio o in peggio non sta a me dirlo. Dopo la dittatura fascista e la guerra eravamo poveri, ma fiduciosi in un futuro migliore e pieni di speranze in noi, nella nostra patria e di fede in Dio. Esisteva ancora il senso dell'onore, il rispetto del pudore, della parola data, dell'onestà, delle leggi. La famiglia si sosteneva nell'aiuto reciproco. La sua generazione ha ottenuto il benessere grazie al duro lavoro dei bisnonni, nonni e padri. Una "ricchezza" chiamiamola così, accumulata in tre generazioni e che andrà forse perduta per la generazione dei suoi figli. Abbiamo subìto una guerra per le decisioni di due soli uomini che sono riusciti a trascinare in guerra milioni di persone, grazie a idee e patti folli. Qualche migliaio di politici (veramente tanti visti i governi balneari che si sono susseguiti in Italia) ci hanno portato ad avere il terzo debito pubblico al mondo (1.900 miliardi) e forse soltanto ora ne capiamo la grandezza e le sue conseguenze. Tutti i <paesi europei hanno modificato la loro Costituzione, anche più volte in questi decenni; noi siamo ancora soggetti al pensiero di alcuni Padri Costituenti, parte della politica li ha seguiti testardamente, come pure coloro che credono nel solo e sempre ricevere benefici dallo Stato.
    Come settant'anni fa, anche oggi sono due capi di Stato, una donna e un uomo, a decidere e imporre cosa dobbiamo fare. Dobbiamo accettare il pareggio in bilancio scritto in Costituzione per ogni paese membro e sanzioni automatiche per chi non rispetta la norma. Se saltiamo, cioè il default, niente più stipendi e pensioni!...con tutte le conseguenze del caso. assistiamo ad ogni ora ad un dibattito politico, la gravità della situazione lo richiede, ma a sentirli parlare le colpe stanno solo da una parte.Le idee ispiratrici, il buon senso ed il buon governo dove sono finiti? E' da qui che si dovrebbe cominciare a cambiare: ammettere gli errori onestamente, cambiare il proprio modo di pensare e dare un'informazione corretta, per non creare confusione nei cittadini. Grazie e buon Natale a tutti da nonno Gianni

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