giovedì 14 febbraio 2013

MANIFESTO CONTRO IL GIOCO D'AZZARDO

Radar  31 gennaio 2013

I tempi sono difficili. I soldi disponibili sempre meno: perché non tentare la fortuna?
Così, tra il serio e il faceto può nascere una dipendenza pericolosa: il gioco d’azzardo.
Le stime sul giro d’affari nel 2012 sono impressionanti: 100 miliardi di euro in Italia che rappresentano il 4% del PIL ( fonte: Scuola delle buone pratiche) . Né si può rimanere indifferenti al racconto sui quotidiani dei drammi umani causati da questa “ malattia”: persone e famiglie intere sul lastrico, suicidi, usura, illegalità.
Il fenomeno è in aumento, così come le nefaste conseguenze derivanti (microcriminalità e criminalità organizzata).
Proprio di recente è stato presentato un Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo, a cui hanno aderito già 63 Comuni.  
La proposta non vuole censurare in sé il gioco, ma tentare di regolamentarlo a livello nazionale e limitare i danni con la creazione di reti tra enti, attività di prevenzione e controlli da parte delle amministrazioni comunali per garantire maggiore benessere e sicurezza sul territorio, ad esempio consentendo ai comuni e alle autonomie locali di dare il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo e di  verificare  l'effettiva  corrispondenza tra  gestore  e  intestatario  legale dell’attività.
A nostro avviso il Comune di Gorgonzola dovrebbe partecipare a una simile iniziativa riteniamo lodevole perché diretta a tutelare i cittadini, i giovani e le fasce più deboli della collettività, favorendo la legalità.

3 commenti:

  1. Ogni Stato moderno si propone tra i propri obiettivi lo sviluppo del reddito nazionale,talvolta tramite una programmazione economica ed altre volte tramite una politica economica rivolta a creare gli stimoli necessari per accentuare detto sviluppo.
    La tassa sui giochi che rappresenta circa 11 miliardi di entrate per lo Stato , muove un giro d'affari forse per cento miliardi.
    Ma come per i derivati adoperati dalle banche non crea valore: uno perde ed uno vince; si sposta la posta puntata dalla mano destra alla mano sinistra . Il banco vince sempre a discapito di tutti e tutto.Ma come dicevo non si crea valore ma solo illusione di poter vincere qualche miseria di euro e nel frattempo si perde tempo , soldi e stima in se stessi. Dall'illusione di poter vincere si passa alla distruzione di persone e delle famiglie ad esse collegate.Quando uno Stato civile non sa più cosa tassare perchè è alla canna del gas con il suo debito pubblico chiede, ai cittadini meno evoluti e più deboli, di giocarsi la loro vita sulla ruota della fortuna . Mors tua vita mea!
    Peccato che questa gente poi resta a carico della collettività e chi gestisce il gioco intanto si è impossessato dei beni altrui.
    Purtroppo tutto ciò non avviene con una pistola puntata alla tempia ma su basi VOLONTARIE!
    Chi gestisce i giochi ( politici ed oligarchici ) sempre più ricchi e tanta brava gente ma stupida sempre più povera!
    Forse è l'ora di dire basta!

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  2. La società civile può e deve attuare una rivoluzione culturale che impedisca a poche persone che controllano il potere (egoisti ed avidi) di impoverire la Nazione. Bisogna battersi per evitare il degrado sociale.
    Complimenti a chi porta avanti iniziative che hanno una valenza di altruismo e solidarietà per le persone più deboli ed indifese.

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  3. Condivido quanto letto in questi due interventi. Mi aggiungo alle considerazioni. Una vera organizzazione amministrativa, che sappia ascoltare e agire con mani libere, non può rimanere cieca e sorda di fronte al problema delle ludopatie. Non è più sufficiente imbarazzarsi increduli di fronte ai valori economici che questo problema porta alle casse del comune o dello stato, tutti noi vediamo quotidianamente il dilagarsi di questa piaga sociale.
    Ben fa Dott.ssa Faenza a portare anche qui a Gorgonzola questa attenzione. Lo hanno già fatto moltissimi altri comuni, una verità ci sarà se l'adesione è così massiccia. Non si comprende come mai anche qui da noi non lo sia abbia pensato prima.
    Forse si è troppo intenti ha guardare in grande, lasciandoci dei debiti piuttosto che degli investimenti con rendita, dimenticandosi che i problemi veri sono altri.
    In tanto marasma di chiacchiere e offese, tipiche da campagna elettorale di chi ha paura di perdere o di chi non ha idee chiare, ciò che lei rappresenta con questo passaggio in consiglio comunale è un piccolo passo avanti. Piccolo, ma per chi è malato di dipendenza dal gioco, significativo.
    Siamo tutti responsabili finchè non ne parliamo apertamente e liberamente.
    Grazie.
    Lorenzo

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